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    May 02

    morir per delle idee

    La libertà di parola spesso sfocia nello sproloquio futile, altre volte è solo apparente, altre ancora è impossibile. Nulla è pulito al mondo.

    -         Pensa al mare…è pulito?

    -         Beh, dipende dal luogo. Tipo…

    -         No, no! Sei fuori strada! Il mare è apparentemente pulito, ma qualcuno lì ci avrà orinato, qualcun altro avrà copulato e sicuramente un altro sarà affogato…capisci?

    Francesca annuì. Il direttore usava spesso metafore improbabili per condire i suoi argomenti.

    -         L’informazione deve essere trasparente, ma la trasparenza la decidiamo noi.

    Le elezioni amministrative in paese stavano allarmando la redazione del piccolo periodico locale. La gente non si accorgeva o ignorava. Viveva attanagliata dai problemi personali: “può andare chiunque al potere, i miei problemi restano”, “destra o sinistra? Rubano tutti!” queste le considerazioni in paese. Occorreva che la gente sapesse qualcosa, sapesse distinguere i candidati alla poltrona del sindaco: un imprenditore superbo annesso alla mafia locale e un modesto avvocato.

    -         Non possiamo avallare un mafioso né possiamo schierarci completamente dalla fazione opposta…è rischioso!

    Francesca propose di intervistare i contendenti, la gente avrebbe capito, almeno si augurava.

    Luigi si offrì di accompagnarla a casa e, lungo il tragitto, decisero di accantonare questo tema: era un magnifico pomeriggio di aprile, ideale per meditare insieme sul mondo, su difetti fisici e problemi metafisici, mentre godevano passivamente del sole ardito e libidinoso fino al tramonto, per poi ritrovarsi improvvisamente agghiacciati in un’ombrosa stradina del centro storico. Ma non fu la frescura ad scomporli.

    Luigi si scagliò istintivamente sul delinquente e, senza diplomazia, gli sferrò un pugno sul volto ed un calcio nello stomaco.

    Francesca era immobilizzata dalla paura, dallo sgomento, dalla pietà verso le vittime, un uomo ed una donna contusi e piangenti in un pantano di sangue e brecciame.

    -         Chiama i carabinieri!

    Francesca sembrò destarsi in quel momento e digitò tremante il numero dei carabinieri sul suo cellulare.

    Il furfante si divincolò dalla morsa di Luigi con qualche calcio e sparì tra le stradine del borgo prima dell’arrivo della volante.

    Il racconto della coppia risultò più interessante dell’intervista ai candidati: in quelle elezioni amministrative c’era più marciume di quello che il direttore avesse pensato.

    -         Raccontiamo la vicenda in modo asettico, con i commenti delle vittime, senza menzionare il partito che ha intrapreso questa politica del terrore. Nelle pagine successive inseriamo le interviste.

    Il periodico uscì e ogni copia venne in breve tempo acquistata. Tutti sapevano della vicenda della coppia proprietaria di qualche panificio in centro, che non voleva lasciare l’attività all’imprenditore truffaldino e assicurargli il monopolio in paese. Tutti volevano sapere cosa avrebbero raccontato i “giornalisti”, come venivano chiamati dai paesani tutti quelli che collaboravano al piccolo periodico del paese.

    In redazione, nel frattempo, si discuteva del successo dell’ultimo numero quando si sentì una potente deflagrazione poco lontano.

    -         Che succede? - chiese perplesso il direttore sotto lo sguardo attonito dei suoi collaboratori, e seguì una seconda deflagrazione, più vicina della prima.

    Uscirono dal locale.

    -         Ma è la mia automobile! – esordì Luigi, capendo che si trattava di una vendetta per l’intervento importuno tra il connesso di Cosa Nostra e le due donne.

    -         L’altra automobile è dei carabinieri!

    -         Un modo per avvisarli di non intromettersi. – chiarì il direttore, accigliato.

    Ecco che il paese si svegliava dal suo torpore rurale. La gente cambia come le stagioni. Si mescolano, si sciorinano, si attraversano e si può essere dubbioso sull'avvento precoce di una stagione in sostituzione ad un’altra solo fino al solstizio. E quel giorno canonico giunse, finalmente.
    Tutto cambia, la gente cambia, ma il passato resta. Ed il passato di quella terra è di destra e della mafia.

    La redazione lanciò un’edizione straordinaria nella quale decise di esporsi di più per il bene comune. Capirono che non avrebbero raggiunto nemmeno una felicità individuale nascondendosi dietro ad una neutralità forzata, un’imparzialità che probabilmente non li avrebbe assicurati dalla morte, o dalla chiusura del periodico, se il candidato marcio avesse vinto.

    Anche quel numero venne dilapidato in poco tempo e la gente forse cominciava a prendere coraggio e coscienza della realtà. La porta del locale in cui si riunivano si aprì bruscamente.

    -         Scusate…questa è la sede di “Avanti Paese”?

    -         Sì. Lei chi è?

    -         Io sono quello che sono.

    Il direttore scrutò l’uomo misterioso con l’aria interrogativa, Francesca guardò Luigi terrorizzata, mentre lui abbassava lo sguardo e faceva il suo ultimo segno della croce.

    L’uomo mise la mano alla cintola e anche il direttore capì che stavano morendo per delle idee. Idee di sinistra.

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