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    February 10

    Il rantolo della morte

    Il mondo reale ogni tanto smette di assomigliare al tuo mondo immaginifico o a quello che pensavi fosse il mondo solo perché lo guardavi con i tuoi occhi.

    Il mondo reale è altro. Vero può essere per me quello che voglio finché ci credo, finché non accade qualcosa che mi convince del contrario. E quest’opera di convincimento non avviene mai con grazia e delicatezza.

    No! Si è persuasi con irruenza, con spietata ironia, con irriverente sadismo.

    Non ho mai pianto le mie ultime lacrime. Ogni volta penso di essere cresciuta troppo per versarne ancora ed ogni volta le mie credenze sono sovvertite dalla verità oggettiva.

    Non ho mai pianto le mie ultime lacrime, ma si stanno esaurendo, sono ormai poche gocce.

    Ieri ho finalmente visto e delibato la violenza e la catarsi di Fight Club: “Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta.”

    Chissà se conserverò qualche lacrima da versare il mio ultimo giorno di vita.

    Forse sarò troppo impegnata a scrivere inezie, se non avrò perso l’uso delle mani o a rammentare, se non avrò perso la memoria.

    Io non conosco la verità, ma la cerco, non conosco la realtà, ma ci provo, non conosco il futuro, ma lo immagino.

    Perché diavolo sei come sei? Perché diavolo non riesco a rinunciare a te?

    “È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa”, proferisce Tylor, l’alter ego del protagonista di Fight Club.

    Se adesso mi addormento col sapore salato del mio pianto consolatorio, domani mi sveglierò nella realtà, in quest’aberrante mondo impersonale, un mondo bistrattato ma mai modificato, criticato e accettato con rassegnazione, un mondo dove se una cosa va a buon fine, ce ne sono dieci in coda pronte a fallire.

    “Se ti svegliassi a un'ora diversa in un posto diverso, ti sveglieresti come una persona diversa?” riflette il protagonista. Dovrei provare.

    Comments (2)

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    mg86wrote:
    mi rivolgo a qualcuno e abbraccio l'ambiguità per nn svelarmi completamente...sn fragile, potrei soffrire...
    Feb. 10
    Cuzcowrote:
    passo e ripasso attraverso le parole scritte nel tuo blog, immagino il tuo passo guadare leggero quelle linee di demarcazione profonde e totali, amore morte esperienza... e le parole degli altri... sembri rivolgerti a qualcuno quando dici "non posso rinunciare a te", ma a me sembra che tu non possa rinunciare proprio a te stessa; al tuo sguardo da gettare sul mondo, quello stesso mondo che ti attraversa così profondamente
    Feb. 10

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