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May 10 genesiNon mi sento bene. credo di essere nato adesso. credo che la vita non inizia in ospedale, la mia è appena cominciata. e mi sento terribilmente brutto, forse sono nato dal vomito di Dio. e mi sento terribilmente sciocco, forse è vero.
non mi sento bene. non voglio credere più a nulla, il mondo è un'immensa bugia: l'amore finisce, la guerra no! non c'è vita oltre la morte, no!
non mi sento bene. credo di essere nato adesso. credo di non conoscere ancora nulla di come vanno le cose qui. e mi sento terribilmente sciocco, forse il più stupido del mondo, forse è vero.
non mi sento bene. non voglio credere più a nulla, il mondo è un'immensa bugia: l'amore finisce, la guerra no! non c'è vita oltre la morte, no!
non mi sento bene. perchè sono nato? non ho scelto io la mia vita. qual è il senso? io lo so che è la morte. non mi sento bene. forse devo vomitare.
sono cresciuto, lo giuro! ora so che non c'è solo la guerra, c'è anche il Terzo Mondo, e c'è chi si fa giustizia uccidendo, e c'è la mafia, e non ci sono mai troppi soldi, e ci sono le malattie e gli incidenti stradali dei tuoi amici. non mi sento bene...
non mi sento bene. non voglio credere più a nulla, il mondo è un'immensa bugia: l'amore finisce, la guerra no! non c'è vita oltre la morte, no!
non mi sento bene. perchè sono nato? non ho scelto io la mia vita. qual è il senso? io lo so che è la morte. non mi sento bene. Forse devo vomitare. February 23 Note di notteColti da un’indomita bramosia di concretizzare delle idee geniali, io, Lup e Pascal ci siamo avventurati in un’esperienza artistica insieme. Le parole di una mia poesia sono diventate le parole di una canzone. Lup ha prestato la sua finissima e sublime voce, Pascal ci ha guidati con le corde della sua chitarra. Il risultato è stato apprezzabile, presto si esibiranno a Bari! Questo il testo da me vomitato:
Tornerà prima o poi il tempo dell’oblio, quando i bambini che hanno versato litri di lacrime saranno uomini tenaci, quando le missioni di pace si faranno col cervello e non con le armi, quando ricomincerò a risalire dalla fossa in cui mi hai gettata. Tornerà prima o poi la libidine e riuscirò a rimanere gelida davanti al fuoco che ti brucerà. Tornerà prima o poi il tempo della vendetta, quando gli uomini perderanno la fede perché è vana, e si ribelleranno a Dio per non essere mai esistito, e distruggeranno lo Stato che ha inventato la corruzione, e tu invece sarai l’unica vittima della mia rappresaglia: ho bisogno di divertirmi, ho bisogno anche di alcol o, forse, solo di un po’ di tempo. February 15 racconto: voltando paginaNon è facile svuotare completamente un cuore e poi costringerlo all'apatia. Riesco solo a fissarmi sui ricordi, quanti sono? Troppi. Decido di voltare pagina, ma non trovo la pace. Provo a voltarne un'altra. La pagina è incollata alla precedente. Maledette case editrici! Libri costosi, autori malpagati, arte venale e pagine logore... Non so di cosa parlo. Sproloquio per non fissarmi, ma lo sto facendo. Fissarmi su cosa, su chi? Segreto da diario, segreto di Stato archiviato per evitare l'involuzione. La recrudescenza è già cominciata, non si può corroborare ciò che ha già raggiunto il fondo. Non posso nascondere quello che tutti sanno, tutti mi chiedono. “Come stai?” “Si tira avanti…” Cosa dovrei rispondere? Come dovrei reagire? Scrivo, ma è un palliativo. Prego, ma non ci credo. Ripenso alla gente che non conoscevo, che non lo conosceva radunata con noi l’ultima volta, per l’ultimo saluto sordo che lui non conoscerà mai. Chissà perché erano lì… chissà perché quando avrebbero potuto vederlo e parlargli non l’hanno fatto. La gente evita i guai, se gli chiedi un favore è impegnata, se non gli fai un favore sei ignobile, la gente corre per non fare ritardo, strilla per dominare gli altri… ti saluta e ti dice: “vado di fretta, ci sentiamo!” ma non ti richiama mai. E poi ti chiede come stai, nonostante sia palese il tuo stato d’animo. Ho smesso di parlare, di salutare… ho cominciato a scrivere. I morti non possono più morire. Il sole rutilante del tramonto in città non si vede. Automobili fragorose soppiantano motozappe operose. Mi abituo al grigio, mi manca il verde. Il mondo va alla deriva, non lo dicono i testimoni di Geova, non lo dice la Destra, non lo dice la Bibbia, o forse sì. Il mondo va alla deriva, si ravvisa ogni momento che la gente è insana, megalomane. Si ravvisa ogni momento: il mondo ha raggiunto l’acme della malattia, di tutte le disfasie. I morti non possono più morire. Si sottraggono alla degenerazione, all’involuzione della razza, alla morte lenta. Il sole rutilante del tramonto in città non si vede. Tornerò in campagna. Peccato che lui non potrà vederlo. I morti non possono più vivere. Vorrei sfogliare le pagine della mia maledetta unica vita, ma non so dove andare, cosa trovare... Indugio su quella pagina incollata. Devo staccarla, con foga. Devo aspettare e non piangere. La sua morte è stata la mia malattia. Spero di guarire nella prossima pagina. February 09 sin cityIeri sera ho meritato l’inferno, ho molto peccato. I peccatori sono anche quelli che gustano la vita, il riscatto dei pedanti è nell’oltretomba. Ieri sera il vostro Dio si è chiuso in casa per non sentirmi rantolare. Ma il mio peccato è stato il mio piacere. Perché il sesso è un peccato come ammazzare? Perché bestemmiare è un peccato come rubare? Ieri sera ho meritato l’inferno, ho molto peccato. I peccatori sono anche gli eroi, credono solo in se stessi, nelle loro virtù, non sono bigotti, non sono pavidi. Il riscatto dei vigliacchi è nell’oltretomba. Ieri sera il vostro Dio ha guardato la tv per non sentirmi imprecare. Ma il mio peccato è stato la mia vittoria. Perché il sesso è un peccato come ammazzare? Perché bestemmiare è un peccato come rubare? Ieri sera ho meritato l’inferno, il vero peccato è che non esiste quel posto. |
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